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Chi siete e cosa fate?
Come già ricordato nella homepage, la Beike Europe è la portavoce in Europa della Shenzhen Beike Biotechnologies, la compagnia leader in Cina nel settore della ricerca sulle cellule staminali, nonchè nel loro impiego clinico.
In poche e semplici parole pubblicizziamo le loro attività nel Vecchio Continente, agendo nel contempo da punto di riferimento per quei pazienti che –prima di prendere la decisione di sottoporsi alla terapia- giustamente vogliono essere informati in maniera capillare. La nostra casella email, i nostri telefoni e i nostri uffici di Lugano sono a loro disposizione.
La ricerca scientifica in Cina è - o non è - allo stesso livello della ricerca in occidente?
In questi ultimi anni il “gigante asiatico” sta recuperando posizioni a un ritmo impressionante, in tutti i campi. La Shenzhen Beike Biotechnologies, i suoi ospedali e i suoi laboratori ne sono un esempio. Una cosa che non molti sanno è che la Cina è il paese con il piu’ alto numero di ricercatori professionisti. E’ proprio per la possibilità di avere a disposizione in loco un grande numero di laureati e studiosi che molte delle aziende piu’ importanti del mondo stanno aprendo i loro centri di ricerca proprio in Cina. Lo ha fatto anche la Microsoft, tanto per fare un esempio.
Ma restiamo in campo medico e parliamo solo di coloro che da tempo studiano le cellule staminali: l’aspetto piu’ importante è che costoro hanno una grande esperienza (ormai pluriennale) nel trasferire dal laboratorio all’ospedale quella che in altri Paesi è “mera teoria”, tramutandola pertanto in qualcosa di “pratico”, ovvero in cure che giovano alla qualità di vita di migliaia di persone. E’ quindi il caso di dire che nel campo delle cellule staminali -il vero futuro della medicina- è semmai la Cina ed essere a un livello che l’Occidente per vari motivi ancora non ha raggiunto.
Perchè avete creato questo sito? Cosa sperate di ottenere grazie ad esso?
Dal 2001 gli ospedali cinesi hanno trattato un gran numero di pazienti tramite cellule staminali, ottenendo buoni risultati. Non c’è settimana durante la quale i giornali cinesi non riportino notizie riguardanti nuovi sviluppi della ricerca in questo campo, ma niente di cio’ viene fatto filtrare in Occidente.
Questo sito (e in generale l’attività della Beike Europe) serve a presentare tutto cio’ in Europa. Vogliamo che queste informazioni siano liberamente disponibili. Inoltre noi speriamo grazie a questo sito di poter aumentare il livello di comunicazione fra i tanti pazienti sparsi nei vari paesi europei -e interessati a questa possibilità di cura- e altri pazienti che già si sono sottoposti alla terapia in Cina.
In ultima analisi, quel che la Beike Europe si augura è che grazie al suo lavoro e a tutto questo flusso di informazioni un numero sempre maggiore di pazienti possa venire curato.
Da dove traete le informazioni presenti in questo sito ?
Direttamente dalla nostra casa madre cinese, la Shenzhen Beike Biotechnologies. Sono loro a fornirci le interviste e i video “prima e dopo la cura” che trovate nella sezione “Esperienze dei Pazienti”. Una intervista e quantomeno un video, sia all’arrivo che alla partenza, sono parte integrante del programma della degenza. Se il paziente autorizza la Shenzhen Beike Biotechnologies a divulgare questo materiale, noi a nostra volta lo pubblichiamo nel nostro sito.
Quindi cosa succede dopo che un paziente si rivolge a voi?
Cominciamo col dire una cosa che ben pochi immaginano, ovvero che la Beike Europe rigetta “per default” qualcosa come il 40% delle domande in entrata, e questo perché relative a patologie ritenute non trattabili, o a patologie per le quali il trattamento non è ancora sufficientemente testato, o a patologie che dopo la cura presenterebbero miglioramenti cosi’ ridotti da non giustificare nè l’impegno nè la spesa.
La nostra “mission” aziendale è migliorare la qualità della vita dei pazienti: se il miglioramento è poco o per nulla apprezzabile, noi abbiamo tradito la nostra mission e abbiamo illuso un paziente… quindi per quanto possa dispiacerci, preferiamo opporre subito un cortese ma fermo “no”. Proclamare cose tipo "le staminali guariscono tutto, dalle rughe al tumore maligno" sarebbe qualcosa di assolutamente folle e disonesto, e il mestiere di “imbonitore della salute” lo lasciamo ben volentieri ad altri.
Ammettiamo dunque che un paziente faccia parte del rimanente 60%.
In tal caso, il nostro personale è a sua disposizione per chiarire tutti i suoi dubbi e aiutarlo a prendere una decisione. Email, telefonate, appuntamenti nella nostra sede di Lugano: insomma, tutto cio’ che è necessario per valutare assieme al paziente e al personale medico cinese la reale opportunità (o meno) di affrontare spesa e viaggio. Una volta che la decisione è stata presa, organizziamo la degenza in Cina.
Considerateci, se volete, una porta d’ingresso e una guida per un trattamento ancora non molto conosciuto e –soprattutto- offerto in un paese situato dall’altra parte del mondo. Siamo qui per accertarci che tutto vada nel miglior modo possibile.
Quindi è anche possibile incontrarvi nella vostra sede in Svizzera. Ma siete un centro medico, una specie di clinica, o cosa?
Certo, è possibilissimo venire a incontrarci – ovviamente previo appuntamento. Ma si tratterà comunque solo di colloqui informativi. La Beike Europe non è una struttura medica, ma semplicemente un canale di assistenza, promozione e informazione. Non possiamo pertanto effettuare visite mediche, analisi, radiografie o quant’altro.
Cosa vi fa ritenere di essere qualificati a dare informazioni e consigli?
Lavoriamo in contatto continuo con il nostro Consulente Medico Generale e col personale cinese, e sappiamo di avere a che fare con persone motivatissime. Il loro lungo curriculum parla in loro favore. Cio’ premesso, nell’attimo in cui un paziente ci sottopone il suo caso, noi in quanto Beike Europe forniamo solo una prima valutazione sommaria basata sulla nostra esperienza: va da sè che per approfondire in dettaglio, tenendo in debita considerazione le particolarità di ogni singolo caso, noi interpelliamo le fonti di cui sopra. E’ da queste che provengono dunque i pareri ultimi, che noi ci limitiamo a riportare.
Okay, ammettiamo allora che il paziente decida di partire. Quali sono i tempi? E’ lunga la lista d’attesa?
Si’, è abbastanza lunga. Non ci si puo’ certo illudere di prenotare una stanza il lunedi’ e di prendere l’aereo la domenica successiva. Quando i pazienti ci pongono domande riguardo ai tempi d’attesa noi vorremmo poter dare loro risposte molto precise, ma è francamente impossibile formulare previsioni rigorose. Se la Beike Europe fosse l’unica portavoce della Shenzhen Beike Biotechnologies all’estero, e il flusso di pazienti verso la Cina dipendesse quindi solo dalla nostra opera di informazione e promozione, potremmo essere precisi: ma non siamo gli unici a sostenere l’operato della Beike. Altri sono attivi in varie parti del mondo, e tutti operano con lo stesso instancabile entusiasmo.
Indicativamente, comunque, l’esperienza ci ha mostrato che un paio di mesi d’attesa sono il minimo incomprimibile. Ultimamente, a fronte dell’aumento esponenziale delle richieste di ricovero, la Beike ha pianificato l’apertura di altri ospedali.
In effetti ho letto, in un’altra pagina di questo sito, che la Beike gestisce diverse strutture in Cina e Thailandia. Posso scegliere io in quale città andare?
No. L’assegnazione di un paziente a un dato ospedale piuttosto che ad un altro spetta unicamente all’Ufficio Centrale di Prenotazione.
Occorre comunque specificare che di norma i pazienti europei vengono inviati unicamente nelle strutture di Bangkok. Inutile dire che in un periodo di overbooking (durante il quale la clinica di Bangkok non è assolutamente in grado di accogliere altre persone) puo' accadere che un paziente europeo venga assegnato ad altre strutture, ma si tratta di evenienze estremamente rare.
Nessuna possibilità di venire curati qui in Europa, dunque? Se non in Italia, quanto meno da voi in Svizzera?
Ci stiamo lavorando, in pieno accordo con la Casa Madre: ma non è certo qualcosa che potrà venire avviato dall’oggi al domani. Stiamo ai fatti: se una persona ha bisogno di essere curata, non le consiglieremmo proprio di attendere l’apertura di un ospedale della Beike in Europa.
Ma veniamo alla cura. Quali sono gli effetti collaterali della terapia a base di staminali ?
Nulli o comunque minimi. Alcuni pazienti hanno sofferto di mal di testa, nausea, leggera febbre o eccessivo stimolo ad orinare dopo la prima iniezione della serie. Questi sintomi durano solitamente da 48 a 72 ore e possono essere mitigati con facilità. Va anche detto, pero’, che nel caso in cui le iniezioni siano effettuate per via intravenosa e non dunque intrathecale (nel midollo spinale) anche questi sintomi risultano assenti o del tutto trascurabili.
E per quanto riguarda un possibile rigetto?
Non c’è rischio di rigetto da parte del paziente. La Shenzhen Beike Biotechnologies fa uso di staminali non specializzate ottenute dal sangue del cordone ombelicale, e quest’ultimo ha un sistema immunitario ancora immaturo e dunque non in grado di attaccare i tessuti dell’organismo ricevente. In pratica non servono immunosoppressori e questo è un bene, perché gli immunosoppressori possono risultare tossici per i neuroni.
Ma avevo sentito parlare del rischio di GVHD, potenzialmente mortale.
Nel caso di Graft Versus Host Disease il rischio di morte in effetti esiste, ma occorre mettere in chiaro due punti fondamentali: primo, la GVHD è un’evenienza comunque rara; secondo, si palesa a fronte di trapianti di cellule staminali fetali o adulte – non quindi con le nostre staminali indifferenziate del cordone ombelicale. Queste ultime si sono rivelate non solo le piu’ potenti e versatili ma anche le piu’ innocue, e non a caso è proprio su di esse che la Beike ha deciso di puntare.
Non è dunque mai successo che un vostro paziente sia deceduto per GVHD?
Dal 2001 ad oggi abbiamo curato quasi cinquemila persone fra cinesi ed occidentali e nessuno ha perso la vita. Non ci stancheremo mai di ripetere che la conseguenza piu’ “grave” cui abbiamo assistito finora è stata qualche linea di febbre, unita a una grande spossatezza: e non è detto che debba necessariamente accadere.
Che mi dite della sicurezza? Le vostre cellule sono assolutamente sane?
Il Governo della Repubblica Popolare Cinese applica gli stessi standards della AABB - American Association of Blood Banks (Associazione delle banche americane del sangue) nel testare il sangue proveniente dal cordone ombelicale, e questo allo scopo di offrire il piu’ alto livello di protezione da malattie trasmissibili. Non è tutto: una volta giunte nei laboratori della Beike, le cellule staminali -prima di essere messe a coltura in condizioni di sicurezza e sterilità assolute- vengono sottoposte a un secondo controllo. La Beike emette, per ogni test, un certificato quale garanzia del fatto che le staminali sono immuni da qualsiasi malattia. I nostri laboratori dispongono del miglior equipaggiamento possibile per effettuare tutti i controlli del caso.
Che tipo di garanzie mi offre la Beike?
Come appena detto garantisce il piu’ alto livello di sicurezza, nonché il maggior numero di cellule staminali al minor costo, una quantità veramente enorme: da dieci a quindici milioni di cellule per ciascuna iniezione. Il certificato del laboratorio indica chiaramente questo numero. In pratica, un trattamento presso di noi apporta al paziente fra quaranta e sessanta milioni di staminali. La Shenzhen Beike Biotechnologies garantisce che in rapporto alla quantità di staminali fornite, il costo per il suo trattamento è il piu' basso del mondo.
Assumete responsabilità per i trattamenti dei quali parlate in questo sito?
No. L’obiettivo di Beike Europe è informare riguardo alle ricerche svolte in Cina sulle cellule staminali, portando i risultati delle cure sotto gli occhi di tutti, e in particolare di chi ne ha bisogno. Facciamo dunque del nostro meglio per promuovere un trattamento che consideriamo efficace e pienamente legittimo. Resta comunque inteso che se informiamo riguardo a una cura e a un ospedale e lo facciamo in modo positivo, è chiaro che abbiamo verificato e che riportiamo la situazione per come l’abbiamo vista.
Nondimeno, essendo solo una struttura informativa, la Beike Europe non puo’ certo assumere una responsabilità diretta per il trattamento stesso o per i livelli del servizio offerto dall’ospedale, cosi’ come non risponde dell’operato di alcun medico citato in questo sito.
Ma in ultima analisi… ho la possibilità di guarire ?
No. Le cellule staminali non hanno la possibilità di guarire completamente una malattia. Né la Shenzhen Beike Biotechnologies né la Beike Europe intendono offrire false speranze ed è bene essere molto chiari su questo punto.
E allora perché dovrei spendere molto denaro e affrontare un cosi’ lungo viaggio?
Per migliorare la qualità della vita. Questo è cio’ che le cellule staminali offrono: un miglioramento delle condizioni fisiche. Maggiore mobilità, maggiore autonomia: in una parola, la possibilità di riacquisire una percentuale di funzioni che tanti pazienti danno ormai per definitivamente perdute. Inoltre, si è constatato che in parecchi casi una terapia a base di staminali -pur non guarendo la malattia- ne rallenta talmente il progresso, da averla di fatto quasi arrestata. Questo è un fattore da tenere in debito conto.
Quali sono le percentuali di miglioramento ?
Dipende. Le variabili sono parecchie e la “percentuale di miglioramento” è legata al tipo di patologia, all’età del paziente, al tempo intercorso fra l’insorgere della malattia e l’inizio del trattamento, e cosi’ via. E’ evidente che ogni persona fa storia a sé, e non sarebbe né possibile né serio offrire percentuali precise.
Diciamo che in base alla casistica in nostro possesso, possiamo ipotizzare un certo miglioramento. Volendo semplificare al massimo il discorso potremmo dire che nella maggioranza dei casi il miglioramento è soddisfacente, mentre si rivela alternativamente o minimo o molto grande in un piccolo numero di casi.
Ci sono stati casi in cui il trattamento si è rivelato assolutamente inefficace?
Si’, ma in un numero limitato di casi. Tanto per fare un esempio, consideriamo l’insieme delle varie patologie infantili da noi curate: paralisi cerebrale, SMA, lissencefalia, ictus, etc. Ebbene, su piu’ di 150 bambini cinesi curati tramite cellule staminali, solo 4 (quattro) di loro sono risultati completamente refrattari alla cura.
Ho sentito dire che le cellule staminali possono causare il cancro…
Tanto per parlare chiaro, questa ha tutta l’aria di una leggenda metropolitana diffusa da coloro che -opponendosi a vario titolo allo sviluppo di questa terapia- diffondono queste voci “di facile presa”, forse perché privi di argomentazioni piu’ concrete.
In poche parole: esiste un rischio (attenzione, abbiamo detto rischio, e non certezza) che a fronte di una formazione tumorale preesistente, la rapidità d’azione e la versatilità delle cellule staminali non specializzate di cui facciamo uso possa rivelarsi un boomerang. In pratica, le staminali potrebbero “non riconoscere” il tumore come tale e trasformarsi a loro volta in cellule malate, amplificando il problema. Ripetiamo, è un rischio e non una certezza… e i nostri scienziati stanno lavorando sul problema, che presto o tardi sarà risolto. Quando un paziente di (per esempio) Sclerosi Multipla si rivolge a noi facendoci presente la concomitanza di un tumore, ancorché benigno, prima di accettarlo per la cura noi chiediamo i risultati delle biopsie, etc – e inviamo tutto in Cina. Sarà lo staff medico cinese a valutare se il rischio è accettabile oppure no.
Resta il fatto che il tumore deve essere già presente nel paziente. L’esperienza della Beike dice chiaramente che non esiste una singola ragione valida per la quale le cellule staminali possano indurre il cancro in chi non ne soffre.
Sapete di casi in cui il paziente ha visto le sue condizioni peggiorare, dopo la cura?
Non è mai successo. Come detto prima, in alcuni casi persino le cellule staminali non riescono ad ottenere alcun risultato. Il fatto che siano casi estremamente sporadici non consola di certo quei pazienti e le loro famiglie della delusione patita, questo è certo… ma per brutto che possa essere ricevere un colpo simile dal punto di vista psicologico, quanto meno sappiamo di poter affermare con una certa sicurezza che il trattamento Beike non ha mai sortito un singolo effetto peggiorativo.
Vedo che il costo del trattamento va pagato in anticipo nella sua totalità. Francamente, mi sembra di dover comprare a scatola chiusa una cura dall’esito incerto…
Non esattamente. A costo di ripeterci, vogliamo ribadire che i veri e propri insuccessi (ovvero totale inefficacia della cura) sono episodici. Vorremmo poter dire che non esistono, ma purtroppo non è cosi’.
Pertanto, a fronte del prezzo richiesto dalla Shenzhen Beike Biotechnologies, la possibilità di un miglioramento è alta anche se -come detto chiaramente in precedenza- non possiamo quantificare con precisione percentuale e tempi del miglioramento stesso.
Premesso questo, il fatto che il pagamento debba essere corrisposto in anticipo non dipende certo da una decisione della Beike Europe, una struttura nata per informare e promuovere ma non per curare. Dipende invece dalla casa madre cinese, la sola ad occuparsi materialmente dei pazienti.
E’ possibile ottenere dalle ASL un rimborso, ancorché parziale, del costo del trattamento?
Assolutamente si’, ma è un si’… piu’ teorico che pratico. Diciamo questo perché il rimborso da parte delle ASL è subordinato all’ottenimento da parte di un neurologo (attenzione: non un medico generico, ma proprio un neurologo) di una regolare prescrizione, o anche solo di una semplice dichiarazione firmata che reciti piu’ o meno “Un trattamento a base di cellule staminali non è disponibile sul territorio italiano”. Nient’altro. Detto cosi’ sembra semplice, ma è un dato di fatto che nessun medico (o quasi) vuole esporsi.
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