Le Cellule Staminali Stampa E-mail

Le cellule staminali hanno un rimarchevole potenziale, ovvero quello di potersi sviluppare all'interno di molti differenti tipi di tessuti nel corpo. Agendo come una sorta di sistema di riparazione, le staminali possono in teoria dividersi senza alcun limite per sostituire altre cellule, e cio' alla sola condizione che che la persona alla quale vengono iniettate sia in vita. Quando una cellula staminale si divide ogni nuova cellula cosi' formatasi ha sia la possibilità di rimanere staminale, sia quella di tramutarsi in un'altra cellula con funzione maggiormente specializzata: per esempio muscolare, ematica o cerebrale.

   


Preparazione delle Cellule Staminali

L’'unica fonte delle cellule staminali impiegate dalla Beike è il sangue ottenuto dal cordone ombelicale di neonati sani (e non prematuri), aventi madri sane.

Previo consenso della donna alla donazione del suo cordone ombelicale, immediatamente dopo il parto personale autorizzato dell'ospedale introduce un ago nella vena del cordone e preleva normalmente da 80 a 140 ml di sangue, che indi viene posto in una sacca sterile contenente un fattore anticoagulante. La sacca contiene da 100.000 a 300.000 cellule staminali.

A questo punto, il sangue viene immediatamente spedito alla Banca Del Sangue della città per un primo controllo. Per incominciare, si ripassa attentamente la storia medica della madre. Dopodiché, il sangue viene sottoposto a un test al fine di assicurarsi che non esistano disordini genetici, contaminazioni microbiologiche e/o malattie ereditarie come AIDS, sifilide, CMV, HTLV ed epatite. A condizione che il sangue superi tutte le prove, riceve un Certificato di Purezza e viene trasferito al laboratorio della Beike.

Qui il sangue viene controllato ancora una volta per confermare i risultati della Banca Del Sangue. Questo doppio test garantisce la sicurezza totale ai nostri pazienti. Terminati i controlli, il sangue passa per un processo conosciuto come Lavaggio Magnetico, volto a eliminare (per mezzo di minuscole sfere magnetiche ricoperte di anticorpi agli antigeni delle cellule staminali) ogni materiale inutile lasciando unicamente le staminali desiderate.

Una volta terminata questa separazione immunomagnetica, le staminali vengono messe a coltura in una soluzione contenente nutrimento e fattori per la loro crescita. La soluzione è libera da qualsivoglia prodotto o sottoprodotto di origine animale. Il terreno di coltura viene cambiato ogni 1 o 2 giorni. Le cellule vengono lasciate a proliferare per un periodo che va da 7 a 10 giorni sotto controllo costante: al minimo segno di contaminazione o comunque di comportamento indesiderato la coltura viene immediatamente distrutta.

Le cellule vengono raccolte al momento ottimale, vale a dire prima che inizino a svilupparsi in cellule specializzate. In questa fase, sono normalmente da 7 a 10 milioni. Le cellule passano attraverso un ulteriore processo di lavaggio per eliminare qualsiasi traccia del terreno di coltura e ogni particella, e abbiamo così finalmente ottenuto delle staminali purissime, pronte per essere trasfuse. Nel caso che non debbano venire utilizzate inmediatamente, le si congela in azoto liquido.

Le cellule staminali ricavate dal sangue del cordone ombelicale hanno il vantaggio di uno stato immune per così dire ancora “"ingenuo", pertanto non sono aggressive nei confronti dell'organismo ricevente. In ogni caso, se dovesse manifestarsi un qualsiasi rigetto ci sono metodi per gestire la situazione.

A fronte di un eventuale caso di GVHD (Graft Versus Host Disease: una complicazione potenzialmente fatale) il paziente riceve una terapia immunosoppressiva, ma è il caso di sottolineare che la GVHD non si è mai palesata dopo trattamenti a base del tipo di cellule del quale stiamo parlando – ovvero quelle del cordone ombelicale.

La reazione più comune e frequente è semmai una blanda risposta dell'istamina dell'organismo, che può far salire la temperatura del paziente causandogli febbre: una situazione che viene controllata velocemente e senza problemi. In casi come questi la gamma di opzioni varia da antinfiammatorii leggeri come il Tylenol ad antistaminici più potenti come il Bynadryl: e se parliamo di rischio di morte, finora non se ne è mai registrato un singolo caso.

Dal 2001, Beike ha trattato migliaia di pazienti: nel corso dei primi anni anche mediante cellule staminali neurali dell'adulto e cellule staminali fetali oltre che -ovviamente- con cellule staminali del cordone ombelicale. Beike ha infine riscontrato che queste ultime (appunto le cellule staminali del cordone ombelicale) sono in assoluto le più efficaci e sicure, e ha pertanto deciso di concentrare la propria attività solo su di esse.


   


 


Meeting Ricercatori Beike - luglio 2008


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